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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1993. Sono stati il primo sito iscritto dell’Italia meridionale. L’iscrizione è stata motivata dal fatto che essi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare dal più lontano passato preistorico i modi di abitare nelle caverne fino alla modernità. I Sassi di Matera costituiscono un esempio eccezionale di accurata utilizzazione nel tempo delle risorse della natura: acqua, suolo, energia. I Sassi di Matera costituiscono il centro storico della città di Matera. Il Sasso “Caveoso” e il Sasso “Barisano”, insieme al rione “Civita”, formano un complesso nucleo urbano.

Uomo di Altamura

L’Uomo di Altamura è uno scheletro di Homo neanderthalensis scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, nei pressi di Altamura. Datato tra i 128.000 e i 187.000 anni fa, è il più antico reperto di Uomo di Neanderthal al mondo da cui sia stato estratto del DNA. L’intera preesistente conoscenza dei Neanderthal europei, derivava da reperti invero numerosi ma frammentari; per esempio una calotta cranica in Germania, frammenti cranici più o meno voluminosi ma mai completi in Grecia, Italia, Spagna e Francia, costringendo gli antropologi ad uno sforzo non facile per individuare le caratteristiche e le compatibilità delle parti mancanti.

La valle dei dinosauri di Altamura

La cava dei dinosauri di Altamura, in località Pontrelli, è un’area estesa per circa dodicimila metri quadrati, dove, nel 1999, sono state scoperte numerose orme di dinosauri. Ad oggi è il sito più ricco e importante d’Europa e forse del mondo, grazie all’elevatissima biodiversità che caratterizzava gli individui presenti contemporaneamente nello stesso luogo. I lavori della cava hanno fatto emergere dal calcare circa ventimila orme di dinosauri.Le impronte risalgono al Cretacico superiore, tra i 70 e gli 80 milioni di anni fa, quando il clima in Puglia era di tipo tropicale, e testimoniano la presenza di oltre duecento animali, appartenenti almeno a cinque gruppi diversi di dinosauri, erbivori e anche carnivori.

La Cattedrale Altamura

La basilica di Santa Maria Assunta è il duomo di Altamura e cattedrale della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. La facciata della cattedrale è caratterizzata dai due alti campanili a tre ordini (il primo romanico) raccordati tra loro da una loggetta balaustrata sovrastata da un timpano, visibili anche dall’esterno della stessa Altamura; dalla piccola loggia si affaccia una statua della Vergine Immacolata, mentre le statue dei Santi Pietro e Paolo si trovano ai lati sul timpano. Sotto la loggetta v’è il rosone del Trecento, con una raggiera a 15 raggi ed al centro il bassorilievo raffigurante l’Agnus Dei. A sinistra del rosone vi sono tre stemmi: quello centrale apparteneva all’imperatore asburgico Carlo V. Gli altri due stemmi sono stati voluti da Pietro da Toledo e dall’arciprete Salazar, a cui si devono i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del Cinquecento.

I tipici “claustri” di Altamura

I claustri sono tipiche piazzette che si aprono sulle vie del centro storico altamurano. Nel dialetto locale si chiamano Gnostr e sono unici nell’architettura popolare. Sono circa 80 e rappresentano l’aggregarsi spontaneo di gruppi familiari o etnici (Latini, Mori, Giudei). La loro conformazione assolveva, oltre che ad una funzione sociale anche ad una difensiva: il claustro, con l’unica entrata, costituiva una trappola per i nemici che, se si fossero avventurati fin lì sarebbero rimasti imprigionati e subissati da lanci di pietre, acqua o altro. Esistono due tipi di claustri: quello di stile greco con il largo tondeggiante e al centro un pozzo o un albero; quello di stile arabo stretto e lungo con una piccola strada chiusa e in fondo un pozzo per le acque piovane.

Il Pulo di Altamura

Il Pulo di Altamura è la più grande dolina carsica dell’Alta Murgia. Si apre, a circa 477 m s.l.m., nell’altopiano murgiano a circa 6 chilometri a nord della città di Altamura. La depressione carsica appare come un ampio e profondo cratere di forma approssimativamente ellittica alla sommità, scavato nella roccia calcarea della Murgia a sud-ovest di Bari. Il suo asse maggiore misura circa 550 m e la profondità massima raggiunge i 92 m. Malgrado le apparenze, la sua origine non è vulcanica, ma carsica, legata cioè alla natura calcarea, quindi alla composizione chimica, delle rocce che costituiscono le Murge pugliesi.

Parco dell’alta Murgia

Il Parco nazionale dell’Alta Murgia, abbreviato in PnAM, istituito nel 2004, è una area naturale protetta situata in Puglia, nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani. Tra le principali attrazioni del parco va annoverato Castel del Monte, uno dei più famosi castelli dell’intero meridione italiano. Di particolare interesse naturalistico sono la Foresta Mercadante nel territorio di Cassano delle Murge, la cui estensione è di circa 1800 ha, il Pulo di Altamura, rappresentante la più grande dolina carsica del territorio nonché la valle dei dinosauri, sempre nel territorio altamurano. Altri luoghi d’interesse sono le Gravine, tipiche morfologie carsiche della Murgia ed il Bosco Difesa Grande nel territorio di Gravina di Puglia, una grossa massa forestale di oltre 3000 ettari e rappresentante uno dei complessi boschivi più importanti della Puglia. Particolari sono gli jazzi, costruzioni rupestri utilizzate durante i periodi di transumanza, frequenti soprattutto nel territorio di Andria, Ruvo, Minervino e Spinazzola.

Sito archeologico di Gravina in Puglia

L’antica Gravina era collocata sulla Collina di Botromagno, sull’altra sponda del torrente Gravina. L’insediamento fu abitato dall’Età Neolitica all’Età del Bronzo ed oggi costituisce un vero e proprio parco archeologico (Parco archeologico di Botromagno) visitabile, composto dai resti della vecchia città peuceta. I materiali rinvenuti nel sito archeologico sono oggi esposti nel Museo della Fondazione Pomarici Santomasi e nel Museo Civico (Gravina di Puglia).

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